Il primo vero concerto, con pubblico non casuale e non condominiale, si tenne nell'aprile del 1977, a casa di Brian. Brian era un amico di famiglia facoltosa, e la casa era di quelle che i quattro chiamavano, senza ironia apparente, il castello: c'erano un parco, una sala con il soffitto più alto del garage intero, e un numero di stanze che nessuno dei quattro riuscì mai a verificare.
L'occasione era la festa di compleanno di Brian. Brian amava il rock con la dedizione totale di chi lo ama contro qualcuno: la famiglia, infatti, lo detestava — non Brian, il rock — e considerava quella musica un difetto di gioventù da correggere con la pazienza e, all'occorrenza, con il personale di servizio. L'ingaggio di Unduetre fu dunque un atto di politica interna travestito da festa: Brian voleva i suoi amici, il suo rock e il suo compleanno nello stesso luogo, una volta sola, e a costo di trattative di cui non è rimasta traccia ottenne il permesso.
Il concerto, va detto, fu un successo. Gli invitati ballarono sulle repliche degenerate dei Deep Purple, ressero con sorprendente dignità una suite di Elia, e il volume — riferiscono i presenti — fece vibrare oggetti di famiglia che non vibravano da generazioni. Tobia contava, e si partiva. Il castello, per un paio d'ore, fu un posto diverso.
Poi vollero chiudere come si chiudeva sempre: con il pezzo.
Cosa accadde esattamente durante l'esecuzione non è chiaro, anche perché del pezzo, come noto, non è mai chiaro niente. È accertato solo l'effetto: appena finita l'ultima nota — alcuni dicono prima dell'ultima nota — la famiglia decretò la fine della festa e la band fu messa alla porta in malo modo, strumenti compresi, con una rapidità che lasciava intuire un piano predisposto da tempo. Brian supplicava i genitori di farli restare, e questa è l'immagine con cui ogni testimone chiude il racconto: il festeggiato sulla soglia del suo castello che implora per la sua band, mentre la band carica la King's Stone sotto gli occhi del personale.cfr. Tavv. 3–4 — l'unica sera documentata
Nessuno dei quattro la prese male. Anzi: negli anni, la cacciata divenne il sigillo di qualità della serata. Avevano suonato il pezzo in un castello e il castello li aveva espulsi. Per Unduetre era la dimostrazione che il pezzo funzionava — solo, non su tutti.
Da quella sera nacque anche una superstizione mai dichiarata ma sempre rispettata: il pezzo si suona per ultimo, perché dopo il pezzo, in un modo o nell'altro, si viene comunque mandati via.