Dagli archivi Unduetre
Capitolo I · documento di lavoro

uno · due · tre

Parte prima — Le origini (1975–77)

I

La nascita

Luogo: aula di musica · Tempo: a.s. 1974–75 · Acquisizione: —

Avvertenza. I materiali qui raccolti provengono da fonti orali, reperti privati e testimonianze non sempre concordi. Dove le versioni divergono, l'archivio le riporta tutte. Dove tacciono, tace anche l'archivio.

Unduetre nasce in un'aula di scuola media, durante l'ora di educazione musicale. Non è un'esagerazione retorica: è un verbale.

I tre si conoscevano già dalle elementari, compagni di classe senza particolari talenti dichiarati. La musica arrivò per obbligo ministeriale, sotto forma di flauto dolce. Fu lì che le inclinazioni si manifestarono, tutte e tre nel giro di poche settimane, tutte e tre contro le istruzioni.

Tobia capì subito che il flauto serviva a battere il tempo. Non in senso figurato: lo impugnava come un martelletto e colpiva il piano del banco, il termosifone, l'astuccio di latta del compagno davanti — qualunque superficie emettesse una nota diversa dalla precedente. Il flauto gli durò un quadrimestre. Il banco meno.cfr. Tav. 5 — l'inclinazione precede la band di dodici anni

Tobia, 1964 circa, davanti a una fila di pentole disposte a semicerchio.
Tav. 5Tobia, 1964 circa. La più antica immagine nota di un membro della band. Si notino l'impugnatura, già corretta, e il numero dei pezzi — cinque, come la King's Stone che acquisterà nel 1976. La famiglia riferisce che le pentole non tornarono mai del tutto in forma.

Elia era il più composto. Eseguiva gli esercizi di solfeggio, ma vi aggiungeva varianti di sua invenzione, inserite con tale naturalezza che l'insegnante impiegava qualche battuta ad accorgersene. La correzione era sempre la stessa, gridata: «Queste note non esistono!» Elia annuiva, e la volta dopo ne portava di nuove.

Quaderno di solfeggio di Elia, datato 12 marzo 1974, con una correzione a penna rossa.
Tav. 6Quaderno di solfeggio di Elia, 12 marzo 1974. Esercizi regolari ai numeri 1–4. Il rigo centrale non reca numero: non apparteneva al compito. La correzione, a penna rossa, è l'unica valutazione nota dell'opera di Elia da parte di un'istituzione.

Aldo, semplicemente, il flauto lo odiava. Si rifiutò di suonarlo con un'ostinazione che a scuola non gli si conosceva. In compenso, per non restare indietro, cominciò a imitarne il suono con la voce — prima per scherno, poi con una precisione che mise a disagio l'insegnante più delle note inesistenti di Elia.

Alla fine dell'anno nessuno dei tre sapeva suonare il flauto dolce. Sapevano però, anche se non ancora con queste parole, che uno avrebbe colpito le cose, uno avrebbe inventato quello che non esisteva, e uno avrebbe cantato al posto degli strumenti.

Mancava solo il nome. Ma quello, com'è noto, era già nella conta.

Nota dell'archivio. Le tavole sono numerate per ordine di acquisizione, non per cronologia. Si registra che è la seconda volta che un documento retrodata un'inclinazione (Tavv. 5 e 6): l'archivio comincia a sospettare che il capitolo I sia arrivato tardi su tutto.

Ha un ricordo, una versione, una smentita su questo capitolo? L'archivio è in ascolto.

L'archivio Unduetre è un'opera narrativa di Alberto Marchetti. Ogni riferimento a fatti realmente accaduti è, come il pezzo, non verificabile. — theband.unduetre.org